L'amore nascosto

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Scoprire quanto è importante il coraggio anche quando Qualcuno ci fa scuotere il petto.
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Testo: L'amore nascosto
di Mood92

Il treno delle 7:42 ha un odore particolare: sa di caffè corretto, metallo freddo e sogni ancora un po' appiccicosi. Per Matteo e Giulia, quel vagone era il loro ufficio, il loro confessionale e, segretamente, il loro campo di battaglia.

Sedevano sempre l’uno di fronte all’altra. Erano "amici", quella parola sicura che si usa come scudo quando il cuore inizia a fare troppo rumore.

Matteo conosceva a memoria la geografia del viso di Giulia. Sapeva che, quando lei era concentrata sul libro di letteratura, la punta del suo naso arrossiva appena per il freddo. Avrebbe voluto dirle che quel maglione giallo le stava d'incanto, che la faceva sembrare un raggio di sole in mezzo alla nebbia della Pianura Padana.

Invece, diceva:

"Certo che quella sciarpa sembra un tappeto vecchio, Giulia."


Lei rideva, gli lanciava un'occhiata complice e rispondeva:

"Zitto, che tu hai le scarpe slacciate da tre fermate. Se cadi, io non ti aiuto."


Giulia, dal canto suo, contava i secondi in cui gli occhi di Matteo si posavano sui suoi capelli. Sentiva il peso di quegli sguardi, caldi come una coperta di lana. Avrebbe voluto prendergli la mano, quella mano che scarabocchiava distrattamente sui margini dei quaderni, e dirgli che non le importava nulla di Leopardi o della pioggia fuori dal finestrino, finché lui era lì.

Un martedì di novembre, il treno frenò bruscamente. Giulia perse l'equilibrio e finì quasi addosso a Matteo. Lui la sorresse per le spalle. Le sue mani rimasero lì un secondo di troppo. Due secondi. Tre.

L'aria tra di loro divenne densa, elettrica. Il rumore del motore sembrò spegnersi. Matteo la guardò negli occhi e, per un istante, la verità fu lì, nuda, pronta per essere pronunciata. Le labbra di lui si schiusero. Ti amo. Sei tutto quello che cerco. Dì qualcosa, ti prego.

Ma la paura è un mostro silenzioso. Se lo avesse detto e lei avesse riso? O peggio, se lei avesse provato pietà? Il rischio di perdere quel "noi" imperfetto per un "noi" incerto era troppo grande.

"Tutto bene?" chiese lui, ritraendo le mani come se si fosse scottato. "Sì, grazie. Questi treni sono un disastro," rispose lei,
sistemandosi la sciarpa con dita tremanti.


Quando arrivarono alla stazione d'arrivo, scesero insieme come ogni giorno. Si salutarono al solito incrocio.

"A domani, Teo." "A domani, Giulia."

Si voltarono entrambi dopo pochi passi, ma in momenti diversi. Lui guardò la schiena di lei che svaniva tra la folla; lei si girò quando lui era già svoltato l'angolo. Entrambi sospirarono lo stesso segreto, lo affidarono al vento freddo di novembre, certi che il domani sarebbe stato un'altra occasione per restare in silenzio.

Innamorarsi è un atto di coraggio, ma a volte, restare sulla soglia è l'unico modo che conosciamo per non rovinare la magia.

L'amore nascosto testo di Mood92
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